Potato Plastic: una nuova, fantastica invenzione

Pontus Törnqvist, giovane studente svedese di design industriale, ha ideato un’alternativa semplice ed ecologica alla plastica monouso

È accaduto recentemente che il parlamento dell’Unione Europea abbia messo al bando la plastica monouso all’interno dei suoi confini. Tale azione, che vedrà la sua concreta realizzazione nel 2021, non può che essere meritevole. Tuttavia, un’iniziativa del genere si sposa meglio se esiste anche un’alternativa efficace ed eco-sostenibile. Si da il caso che ne sia già stata trovata una, e con uno straordinario anticipo rispetto non solo all’agenda dell’Europa, ma anche della sfida rappresentata dalle plastiche.
Pontus Törnqvist, giovane studente svedese di design industriale, è il nostro protagonista di oggi.
In occasione dell’ultimo James Dyson Award appena tenutosi, ha rivelato al pubblico internazionale alcune posate e stoviglie fatte con una plastica ricavata dalle patate, dimostrando inoltre che non solo sono edibili, ma anche biodegradabili.

L’uomo utilizza un materiale che impiega anche 450 anni prima di svanire del tutto

Dopo la vittoria ottenuta a livello nazionale con la sua Potato Plastic, il designer commenta così: “Per posate e stoviglie in plastica, l’uomo si affida un materiale che impiega anche 450 anni prima di svanire del tutto quando l’uso si limiterebbe al consumo di un pranzo o di una cena. Poi finiscono nell’ambiente e causano danni a intere generazioni”. Le persone che lo hanno testato hanno inoltre detto che sono resistenti agli sbalzi di temperatura, e quindi assolutamente in grado di pareggiare le controparti che speriamo di vedere abolite.  A questo punto verrebbe da chiedersi “ma come si realizzerebbe la Potato Plastic?” La risposta svela un procedimento molto semplice: si tratta di un composto di fecola di patate, acqua e glicerina vegetale sottoposta prima al riscaldamento, poi al raffreddamento, così che si possa indurire. Il risultato è una termoplastica, la cui peculiarità consiste nella facile modellabilità. Proprio per questo motivo, con la Potato Plastic potremo davvero rimpiazzare ogni singola posata, cannuccia o altro prodotto realizzato con la plastica monouso. A tutto questo va aggiunto che si decompone completamente in due mesi, e non ha il benché minimo impatto sull’ambiente dato che è composta da sostanze assolutamente semplici oltre che naturali.

L’idea ha già una destinazione sicura nel mondo dei fast food, dove il consumo di plastica è tra le più elevate tra tutti i settori industriali.
Pontus Törnqvist, dopo la folgorante vittoria nazionale, ha ora accesso alla fase internazionale del James Dyson Award, e ha già ricevuto 22.000 $ per sviluppare la sua idea.
E mentre un’altra importante sfida lo attende, Peter Gammack, vicepresidente del design e delle nuove tecnologie di Dyson, ci fornisce un’illuminante panoramica del nostro futuro: “I giovani ingegneri sono irrequieti di fronte alle problematiche globali e considerano la tecnologia un catalizzatore per la creazione di un futuro migliore. Dimostrano come concetti semplici e geniali hanno il potere di rivoluzionare il modo in cui le persone vivono”.

I giovani ingegneri sono irrequieti di fronte alle problematiche globali e considerano la tecnologia un catalizzatore per la creazione di un futuro migliore

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